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	<title>Mappe di subecumene</title>
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		<title>Mappe di subecumene</title>
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		<title>Ragli monetari</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 17:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>subecumene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente, non posso farci niente. Cerco di restare fuori dalla mischia avendo detto tutto quello che avevo da dire sull&#8217;argomento, ma la disinvolta asineria di chi si è improvvisato esperto di debito pubblico per educare le masse ignoranti è uno spettacolo che mi rende quasi impossibile tacere. Continuo a leggere interventi di esperti dell&#8217;ultima ora [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3948&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente, non posso farci niente. Cerco di restare fuori dalla mischia avendo detto tutto quello che avevo da dire sull&#8217;argomento, ma la disinvolta asineria di chi si è improvvisato esperto di debito pubblico per educare le masse ignoranti è uno spettacolo che mi rende quasi impossibile tacere.</p>
<p>Continuo a leggere interventi di esperti dell&#8217;ultima ora che dichiarano l&#8217;impossibilità di ripagare il debito pubblico in base alle sue dimensioni: è troppo grosso, non lo restituiremo mai. Tanto vale quindi dichiarare default e tenerci in tasca i soldi che malavveduti investitori ci hanno messo in mano durante le aste dei titoli di stato. Meglio a loro che a noi.</p>
<p>La loro idea è che il debito pubblico sia un debito a termine, come il finanziamento per l&#8217;acquisto di un&#8217;automobile o il mutuo per acquistare casa. Si riceve il finanziamento e si pagano la rate per restituire capitali e interessi; alla fine siamo pari e non c&#8217;è più debito.</p>
<p>Ma il debito pubblico è un&#8217;entità strutturale dei conti dello stato moderno; tutti quanti ce l&#8217;hanno, più o meno grosso, e nessuno pensa seriamente di azzerarlo. Il problema degli stati non è ripagare il debito ma tenerlo in equlibrio in modo tale che i titoli in scadenza possano essere sostituiti da nuove emissioni a tassi di interesse ragionevoli. Che sia così è dimostrato dallo stesso parametro di Maastricht che stabilisce che il debito pubblico non deve superare il 60% del Pil; ossia si ritiene che un costante livello di indebitamento del 60% sia sostenibile, e che dunque lo stato possa ricorrervi senza problemi per le sue necessità di cassa  e per gli investimenti.</p>
<p>Noi italiani siamo al 120% per varie ragioni, e una delle più importanti è che quando con l&#8217;entrata nell&#8217;euro abbiamo fatto grandi risparmi nella spesa per interessi per via dei tassi più bassi, invece di operare un rientro dal debito che ci portasse a livelli più ragionevoli, abbiamo continuato a espandere la spesa pubblica e i costi delle importazioni (andando anche in deficit nella bilancia dei pagamenti).</p>
<p>Dunque quando leggete uno che dice che il debito pubblico è troppo grosso per essere ripagato sappiate che sta ragliando.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/subecumene.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/subecumene.wordpress.com/3948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/subecumene.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/subecumene.wordpress.com/3948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/subecumene.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/subecumene.wordpress.com/3948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/subecumene.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/subecumene.wordpress.com/3948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/subecumene.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/subecumene.wordpress.com/3948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/subecumene.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/subecumene.wordpress.com/3948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/subecumene.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/subecumene.wordpress.com/3948/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3948&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il calendario maya e le profezie retrodatate della New Age</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 10:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>subecumene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dato più notevole della profezia basata sul calendario maya secondo cui il 21 dicembre 2012 ci sarà la fine del mondo è che nessun vero esperto di epigrafia maya, in base ai documenti disponibili, direbbe che tale profezia sia mai stata pronunciata. Si tratta di un&#8217;invenzione basata sul noto procedimento di torturare le fonti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3939&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://artsonearth.com/www/wp-content/uploads/2009/11/122-doomsday2012.jpg" alt="" width="385" height="410" />Il dato più notevole della profezia basata sul calendario maya secondo cui il 21 dicembre 2012 ci sarà la fine del mondo è che nessun vero esperto di epigrafia maya, in base ai documenti disponibili, direbbe che tale profezia sia mai stata pronunciata. Si tratta di un&#8217;invenzione basata sul noto procedimento di torturare le fonti fino a quando queste si arrendono e dicono quello che si vuole sentire da loro. I carnefici ermeneuti che hanno estorto la confessione sono i sacerdoti dell&#8217;unica vera religione nata nei nostri tempi, la New Age.</p>
<p>La natura sincretistica della New Age e la sua pretesa di adottare un linguaggio che non ripugni troppo alla razionalità scientifica di oggi, ne indebolisce però il carisma profetico. E dato che non esistono religioni senza profezie, occorre inventarle &#8212; magari retrodatandole, come si è fatto con la profezia apocalittica del calendario maya.</p>
<p>Che la New Age &#8212; oltre a una buona dose di affarismo &#8212; pratichi un proselitismo molto simile a quello delle religioni tradizionali si può cogliere dal suo livore anticristiano e soprattutto anticattolico. Il che in termini di storia delle religioni e delle idee è una curiosa nemesi. Nella Roma imperiale e nel vicino oriente ellenistico il successo del cristianesimo era proprio dovuto alla sua capacità di proporsi alle masse diseredate come valida alternativa alle vecchie religioni olimpiche, appannaggio di caste sacerdotali legate al potere gentilizio secolare. In questo senso il cristianesimo non era diverso dal nascente sapere ermetico o dalla religiosità orientale il cui culto migrava sempre più a occidente. In effetti il cristianesimo nasce proprio dalla crisi del mondo classico e della sua nozione di occidente (come era deducibile, per opposizione all&#8217;oriente, dalle opere di Eschilo, di Erodoto e di tanti altri).</p>
<p>Oggi la New Age recupera questa <em>alterità orientale</em> per metterla in conflitto col cristianesimo &#8212; che pur proviene dalla stessa matrice &#8212; allo scopo di punirlo per avere avuto successo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/subecumene.wordpress.com/3939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/subecumene.wordpress.com/3939/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/subecumene.wordpress.com/3939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/subecumene.wordpress.com/3939/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/subecumene.wordpress.com/3939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/subecumene.wordpress.com/3939/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/subecumene.wordpress.com/3939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/subecumene.wordpress.com/3939/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/subecumene.wordpress.com/3939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/subecumene.wordpress.com/3939/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/subecumene.wordpress.com/3939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/subecumene.wordpress.com/3939/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/subecumene.wordpress.com/3939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/subecumene.wordpress.com/3939/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3939&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lacrime per il Caro Leader</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 13:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>subecumene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; diffusa nel senso comune geografico degli occidentali la nozione che le regole di esibizione emotiva nelle culture dell&#8217;estremo oriente impongono comportamenti improntati all&#8217;inibizione più che all&#8217;espressione. I vademecum per gli uomini d&#8217;affari che si recano sulla via della seta ad aprire nuovi mercati sono pieni di consigli a mantenere un contegno dignitoso nei contatti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3934&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; diffusa nel senso comune geografico degli occidentali la nozione che le regole di esibizione emotiva nelle culture dell&#8217;estremo oriente impongono comportamenti improntati all&#8217;inibizione più che all&#8217;espressione. I vademecum per gli uomini d&#8217;affari che si recano sulla via della seta ad aprire nuovi mercati sono pieni di consigli a mantenere un contegno dignitoso nei contatti con gli omologhi orientali: non ridete rumorosamente, limitatevi a sorridere; non eccedete in affettuosità con abbracci e strette di mano&#8230; imparate ad affidare a messaggi sottili i vissuti emotivi, o meglio ancora nascondeteli del tutto.</p>
<p>E&#8217; vero che nel cinema di Kurosawa è frequente il <em>topos</em> del samurai imbufalito che sbraita ed emette suoni gutturali; o che si dispera levando grida di dolore al cielo prima di fare harakiri; o che in un allegro convito dove si è dato dentro col saké dice una barzelletta stupida accolta con muggiti di divertimento dai commensali. Ma ogni cultura ha i suoi &#8220;acuti&#8221;, su cui il cinema, a fini di spettacolarizzazione, si focalizza assai più che sui toni medi, e ritengo quindi che possiamo prendere per buona l&#8217;opinione comunemente accettata sul ritegno emotivo di quelle genti. Né, per bilanciare gli esempi qui sopra, possiamo dimenticare &#8212; sempre per stare alla cultura popolare giapponese &#8212; quei personaggi degli <em>anime</em>, su cui si condensa l&#8217;ideale eroico della storia, che restano in silenzio e impenetrabili per interi episodi mentre intorno a loro si scatenano catastrofi.</p>
<p>Per questo rimango molto perplesso alle scene di cordoglio popolare che arrivano dalla Corea del Nord per la morte di Kim Yong-Il, il Caro Leader.</p>
<p>Non mi sfugge, naturalmente, che nei paesi retti da regimi autoritari può essere poco salutare, laddove tutti piangono, passare per quello che ha pianto meno degli altri. Che uomini adulti passino dal singhiozzo incontrollato al raptus epilettoide quando l&#8217;obiettivo della telecamera li riprende mi pare un argomento che corrobora questa ipotesi.</p>
<p>Ma non sono certo che tutto si spieghi solo con l&#8217;insincerità. Non escludo che vi sia un fenomeno di contagio emotivo che parta da un cordoglio diffuso e sincero e che si amplifichi per risonanza mano a mano che ad esso si dà sfogo. Ma è talmente imbarazzante vedere uomini e donne adulti così privi di autocontrollo che non si può fare a meno di pensare che si tratta in realtà di bambini cresciuti. E anche questo torna a carico del regime: che educa bambini cresciuti e non cittadini.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://subecumene.wordpress.com/2011/12/28/lacrime-per-il-caro-leader/"><img src="http://img.youtube.com/vi/j24nO2iNli8/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/subecumene.wordpress.com/3934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/subecumene.wordpress.com/3934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/subecumene.wordpress.com/3934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/subecumene.wordpress.com/3934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/subecumene.wordpress.com/3934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/subecumene.wordpress.com/3934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/subecumene.wordpress.com/3934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/subecumene.wordpress.com/3934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/subecumene.wordpress.com/3934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/subecumene.wordpress.com/3934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/subecumene.wordpress.com/3934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/subecumene.wordpress.com/3934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/subecumene.wordpress.com/3934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/subecumene.wordpress.com/3934/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3934&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Giorgio Bocca e la franchezza</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 18:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>subecumene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei necrologi che hanno accompagnato la morte di Gorgio Bocca due elementi sono stati costantemente posti in rilievo: il suo passato partigiano e i modi franchi e diretti con cui ha sempre posto il dito sulla piaga, spesso con linguaggio ispido e abrasivo. L&#8217;essere stato partigiano è un dato che va valutato senza dimenticare che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3926&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2010/08/20100831_317927.jpg" alt="" width="295" height="381" />Nei necrologi che hanno accompagnato la morte di Gorgio Bocca due elementi sono stati costantemente posti in rilievo: il suo passato partigiano e i modi franchi e diretti con cui ha sempre posto il dito sulla piaga, spesso con linguaggio ispido e abrasivo.</p>
<p>L&#8217;essere stato partigiano è un dato che va valutato senza dimenticare che partigiano fu anche Edgardo Sogno, alla cui morte, giustamente, non si resero onori particolari. A Bocca va semmai il merito di aver tenuto vivo il legame con l&#8217;esperienza della Resistenza nel clima politico della seconda repubblica, sempre più aperta alla rivalutazione del fascismo.</p>
<p>Ma ciò che trovo più strano è l&#8217;enfasi che viene posta sulla sua franchezza e sui suoi modi diretti. Trovo cioè singolare che Bocca sia assurto a livelli di eminenza nel ricordo e nella stima dei colleghi per una qualità che dovrebbe essere piuttosto comune in ogni giornalista, ossia in una figura professionale la qualità del cui contributo viene misurata dalla buona informazione che fornisce e dallo stimolo ai lettori a farsi un&#8217;opinione indipendente sui fatti.</p>
<p>Se la franchezza è merce così rara, qual è la norma nel comportamento degli altri giornalisti nel nostro paese? Tra l&#8217;altro lo stesso Bocca non sembra essersi comportato sempre eroicamente, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/31/giorgio-bocca%E2%80%9Cil-pd-e-comeil-psi-di-craxi%E2%80%9D/154350/">come quando in una recente intervista ha confessato di non essersela sentita di attaccare Bersani sulle disavventure giudiziarie di Penati per paura delle querele</a> (evidentemente è compito dei blogger di mostrare &#8220;franchezza&#8221; a Bersani, mentre le &#8220;grandi firme&#8221; si occupano di altro).</p>
<p>Di recente leggevo Bocca quasi solo nel settimanale di Repubblica &#8220;Il Venerdì&#8221;, dove apparivano pezzi brevissimi pieni di giudizi trancianti sulla classe politica italiana. Per essere franco era franco &#8212; e io ero d&#8217;accordo con quasi tutto quello che scriveva &#8212; ma di sicuro in quei giudizi non vi era acutezza e originalità. Ammetto bene che qualcun altro potesse trovare i suoi pezzi bellissimi e che io sia troppo severo. Tuttavia mi imbatto continuamente in persone e scritti in cui brilla un&#8217;intelligenza ben più vivida delle cose del mondo, e che non hanno una briciola del prestigio di Bocca. Se la franchezza era il suo merito maggiore il bilancio complessivo dei suoi interventi, almeno di recente, non era troppo elevato.</p>
<p>Non intendo togliere nulla ai meriti che gli vengono attribuiti, ma mi chiedo se il vero scopo di queste celebrazioni encomiastiche non sia quello di evitare una riflessione aperta e &#8220;franca&#8221; sul ruolo del giornalista nella società italiana di oggi.</p>
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		<title>Lettera di Natale</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 10:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>subecumene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella mia lunga attività di blogger mi sono sempre basato su una premessa, e cioè che sostenere appassionatamente le proprie tesi fosse qualcosa di intrinsecamente valido. In una società in cui vi è una moltitudine di opinioni contrastanti è doveroso &#8212; pensavo &#8212; dare il proprio contributo a far prevalere con i discorsi e con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3922&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9a/Giotto_-_Legend_of_St_Francis_-_-13-_-_Institution_of_the_Crib_at_Greccio.jpg/547px-Giotto_-_Legend_of_St_Francis_-_-13-_-_Institution_of_the_Crib_at_Greccio.jpg" alt="" width="309" height="337" />Nella mia lunga attività di blogger mi sono sempre basato su una premessa, e cioè che sostenere appassionatamente le proprie tesi fosse qualcosa di intrinsecamente valido. In una società in cui vi è una moltitudine di opinioni contrastanti è doveroso &#8212; pensavo &#8212; dare il proprio contributo a far prevalere con i discorsi e con gli scritti quelle posizioni a cui ci si si sente più vicini. E, come corollario, avversare quelle posizioni il cui eventuale trionfo rappresenterebbe un danno per valori e interessi che si ritiene prioritari.</p>
<p>Che poi nel campo delle questioni politiche, sociali ed economiche queste dispute tendano ad essere accalorate e litigiose &#8212; pensavo &#8212; è solo il riflesso della loro importanza, e dunque se qualcuno va su con la voce e con il tono, è giustificato e commendevole che noi, da parte nostra, si risponda mettendoci il carico da novanta. Il sarcasmo, gli argomenti taglienti, l&#8217;attacco <em>ad personam</em>, sono solo la necessaria artiglieria, rispettosa delle leggi di guerra, di questo conflitto in cui non si fanno prigionieri.</p>
<p>Da tempo, però, si è insinuato in me il dubbio che queste premesse, lungi dall&#8217;essere giustificate dal fastidio che proviamo per gli indifferenti e gli ignavi, sono in realtà il pittoresco lastrico di cui è pavimentata la strada che porta all&#8217;inferno. E&#8217; stata la crisi economica in cui è piombato il nostro paese a costringermi a un ripensamento profondo. Qui non mi interessa tanto chiarire per che vie su questa specifica materia sono arrivato a conclusioni che io per primo considero provvisorie e incerte. Piuttosto sento il bisogno di confessare che la realtà ha assalito con tale durezza le mie precedenti convinzioni, costringendole a sgombrare il campo e a far spazio ad altri pensieri, da persuadermi che il principale errore da cui vorrò guardarmi in futuro sono gli atteggiamenti partigiani e dogmatici, e la tendenza da essi indotta a semplificare ciò che non è affatto semplice.</p>
<p>La crisi che stiamo attraversando ci dice soprattutto che quella verso il futuro è una navigazione perigliosa, e almeno per quanto mi riguarda sento che la mia vecchia bussola e le mie vecchie mappe non sono adeguate ad attraversare questo braccio di mare. Ciò di cui sento il bisogno è di fare miei, senza riserve, i fondamenti del pensiero critico. Ma contrariamente a ciò che molti pensano il pensiero critico non si identifica con gli stili del polemista o del pamphlettista, che del vero pensiero critico fanno propria solo una parte, e cioè la sfida alle opinioni convenzionali. Per certi versi il pensatore critico è l&#8217;opposto inconciliabile del polemista e del pamphlettista.</p>
<p>Il pensiero critico è apertura mentale, prudenza, integrità, verifica costante dei propri assunti, rispetto assoluto per i fatti, revisione incessante dei propri schemi mentali, tolleranza per la diversità di opinioni, rinuncia all&#8217;impulso di far prevalere il proprio punto di vista se non con pacatezza, è accettazione del propri limiti, dubbio metodico verso la propria capacità di giudizio. Una eloquente descrizione del pensiero critico può essere trovata nel &#8220;Discorso sul metodo&#8221; di Cartesio, o nell&#8217;&#8221;Indagine sull&#8217;intelletto umano&#8221; di David Hume, libri di cui mi accorgo con sorpresa che l&#8217;ammirazione provata nel leggerli solo raramente si è tradotta in me nell&#8217;ammaestramento a ragionare nello stesso modo.</p>
<p>Un problema che questi saggi propositi per l&#8217;anno nuovo mi pongono è però che il pensiero critico comporta una tale disciplina mentale che i problemi aperti sono sempre assai più numerosi delle conclusioni a cui la riflessione fa giungere. E quando la riflessione fa il suo corso molto spesso ci accorgiamo che alla nostra conclusione qualcun altro era arrivato prima di noi, e tutta la nostra scoperta si riduce alla consapevolezza che tra le tanti voci in contrasto era lui ad avere ragione. In questo caso perché parlare?</p>
<p>Se altri post verranno pubblicati su questo blog è solo perché giudicherò che quanto ho da dire è frutto di pacata e approfondita riflessione &#8212; secondo gli standard del pensiero critico &#8211;, e presenta inoltre qualche tratto di originalità. Per quanto mi è possibile deporrò la petulanza tipica del blogger che crede di avere qualcosa da dire ogni giorno all&#8217;universo mondo. Vi invito a considerare se anche voi non dovreste fare un tale salutare cambiamento nella vostra vita.</p>
<p>Buone feste.</p>
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		<title>Genocidio armeno: teniamo le distanze da Parigi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 08:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>subecumene</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si può sperare che la decisione del parlamento francese di ieri di considerare la negazione del genocidio armeno un reato da punire con la reclusione sia solo una manovra elettorale per tirare la volata di Sarkozy alle presidenziali del maggio 2012. Lo slogan testé coniato sarebbe: l&#8217;uomo che ha abbutto il regime di Gheddafi ora difende la dolente memoria storica del popolo armeno (che non ha neanche il petrolio). A incoraggiare questa speranza ci sono le parole del ministro degli esteri Alain Juppé che ha definito la nuova legge &#8220;una stupidaggine&#8221;.</p>
<p>Sia come sia, spero che il nostro governo avrà il buon senso di rimanere fuori dalla grave crisi diplomatica tra Parigi e Ankara, e punti i piedi a ogni possibile tentativo francese di avere l&#8217;UE dalla sua, trasformando il dissidio in qualcosa di più che una faccenda bilaterale.</p>
<p>Sul piano dei principi l&#8217;Italia può ampiamente giustificare questa posizione semplicemente ricordando che il genocidio armeno è materia di studio per gli storici ed è questione di opinione per la gente comune (tant&#8217;è che i turchi sostengono che questo genocidio non ci sia mai stato). Di sicuro non è questione da risolvere nelle aule dei tribunali, anche se la Francia ha deciso di porsi da tempo su questa sdrucciolevole china.</p>
<p>Sul piano degli interessi nazionali gioverà ricordare che la Turchia è un nostro amico di cui con visione illuminata abbiamo sostenuto la domanda di ingresso nell&#8217;Unione Europea, sconfitti in ciò proprio dal veto francese. Oltre a ciò la Turchia è la stella emergente nell&#8217;economia della regione mediterranea e mediorientale, con uno stile verso i partner della sponda sud molto più simile al nostro (basato su visioni comuni e cooperazione), che a quello francese (che non disdegna i bombardamenti democratici per colpire la dittatura libica e i contratti petroliferi dell&#8217;Eni).</p>
<p>Se l&#8217;<em>affaire</em> si ingrossa il governo tecnico &#8212; che sta operando benino &#8212; si troverà di fronte al suo primo test importante di politica estera.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/subecumene.wordpress.com/3918/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/subecumene.wordpress.com/3918/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/subecumene.wordpress.com/3918/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/subecumene.wordpress.com/3918/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/subecumene.wordpress.com/3918/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/subecumene.wordpress.com/3918/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/subecumene.wordpress.com/3918/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/subecumene.wordpress.com/3918/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/subecumene.wordpress.com/3918/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/subecumene.wordpress.com/3918/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/subecumene.wordpress.com/3918/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/subecumene.wordpress.com/3918/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/subecumene.wordpress.com/3918/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/subecumene.wordpress.com/3918/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3918&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gli italiani e il governo Monti</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 09:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>subecumene</dc:creator>
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		<category><![CDATA[euro]]></category>
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		<description><![CDATA[Da recenti sondaggi sono emersi risultati assai interessanti nella loro apparente contraddittorietà. La maggioranza degli italiani ritengono che la manovra economica non sia equa. Eppure la maggioranza degli italiani continua ad appoggiare il governo Monti. Mi chiedo se la durezza della crisi che attraversiamo non abbia svolto e non stia svolgendo una salutare funzione educatrice [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3913&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da recenti sondaggi sono emersi risultati assai interessanti nella loro apparente contraddittorietà. La maggioranza degli italiani ritengono che la manovra economica non sia equa. Eppure la maggioranza degli italiani continua ad appoggiare il governo Monti. Mi chiedo se la durezza della crisi che attraversiamo non abbia svolto e non stia svolgendo una salutare funzione educatrice sugli italiani.</p>
<p>Quei sondaggi rivelano infatti un atteggiamento maturo da parte della popolazione. Si tratta di italiani che capiscono che è già poco probabile che in circostanze ordinarie si possa insediare alla guida del paese un governo che sia la precisa espressione dei propri valori, interessi e orientamenti, e che anche la migliore condotta di governo può solo essere una media di tutti quei fattori particolari. Ma capiscono anche che è ancora meno probabile che si possa essere contenti di un governo che nasca in circostanze straordinariamente avverse, e cioè all&#8217;incrocio della più grave crisi finanziaria della repubblica italiana e con la fine della seconda repubblica e l&#8217;esaurimento del ciclo berlusconiano. Ma proprio per questo scelgono responsabilmente di sostenere il governo.</p>
<p>Giorni fa leggendo di un&#8217;inchiesta sui sentimenti germanofobi che montano in tutta Europa, e anche nel resto del mondo, mi sono imbattuto nella dichiarazione di un funzionario tedesco che, a proposito delle resistenze della Germania verso una cambiamento del ruolo della BCE, diceva: &#8220;Ma perché non riuscite a capire che per ogni dirigente politico tedesco è estremamente difficile rivolgersi al proprio elettorato e dire che bisogna spendereancora soldi per i danni fatti dagli altri?&#8221;. Io comprendo bene quella frustrazione. Intanto perché quel funzionario ha le sue ragioni. E poi perché la sua frustrazione somiglia molto a quella che sento io a proposito di quei critici implacabili dell&#8217;attuale governo che sembrano convinti che una sua caduta sia un bene per il paese. E allora dico &#8220;Ma perché non riuscite a capire che l&#8217;Italia è sull&#8217;orlo del baratro e che l&#8217;attuale governo e la sua politica si basano sulla linea di minore resistenza con una maggioranza parlamentare estremamente composita e intimamente lacerata?&#8221;</p>
<p>Il comportamento di Lega e IdV è trasparente. Si lascia fare a questo governo il lavoro sporco per prepararsi alle prossime elezioni e presentarsi alle urne come i difensori dei deboli e degli oppressi (sperando che intanto Monti abbia rimesso i conti in sicurezza e non ci si debba impegnare in altra austerità). Ma tra i critici intransigenti di questo governo vi sono anche quelli che non votano Lega e IdV e comunque non hanno interessi elettorali in gioco. Costoro non intendono la loro critica come una pressione al governo per attuare correzioni di rotta (cosa opportuna), ma intendono proprio delegittirmarlo e se possibile mandarlo a casa.</p>
<p>Credono forse che la gravità della situazione venga esagerata al fine malizioso di levare ai poveri per dare ai ricchi? Ma i giudizi preoccupati sull&#8217;Italia e sull&#8217;euro trovano voce ed eco in tutto il mondo: dalla Cina, alla Russia, all&#8217;India; non sono solo i subdoli anglosassoni e la Confindustria. Si concede che la situazione sia grave ma si ritiene che la medicina sia peggiore del male? Può darsi, ma ogni volta che leggo di manovre alternative mi imbatto in fughe dalla realtà da parte di chi non capisce che ogni misura deve convincere la maggioranza del parlamento, e soprattutto deve convincere investitori che col loro periodico acquisto di Bot, Cct e Btp continuano a fornire allo stato la liquidità necessaria a funzionare. Una manovra di governo non è una simulazione econometrica con assiomi di comodo scelti apposta per &#8220;dimostrare&#8221; che è facile uscire dalle peste facendo tutti contenti.</p>
<p>Io posso solo sperare che quella maturità popolare che emerge dai sondaggi &#8212; a favore del governo senza essere cieca e muta verso i difetti della sua azione &#8212; si mantenga. Forse così si pongono le basi di una terza repubblica migliore della seconda.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/subecumene.wordpress.com/3913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/subecumene.wordpress.com/3913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/subecumene.wordpress.com/3913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/subecumene.wordpress.com/3913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/subecumene.wordpress.com/3913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/subecumene.wordpress.com/3913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/subecumene.wordpress.com/3913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/subecumene.wordpress.com/3913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/subecumene.wordpress.com/3913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/subecumene.wordpress.com/3913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/subecumene.wordpress.com/3913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/subecumene.wordpress.com/3913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/subecumene.wordpress.com/3913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/subecumene.wordpress.com/3913/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3913&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il razzismo è un cattivo affare</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 09:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>subecumene</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei prendere spunto dall&#8217;omicidio a Firenze dei due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, da parte di un estremista di destra, per tentare un ragionamento puramente economico. Contro la pretesa razzista che l&#8217;immigrazione sia una congiura delle elite politiche ed economiche del nostro paese contro la massa degli italiani meno abbienti, che si vedono espropriati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3909&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/esteri/firenze03g.jpg" alt="" width="330" height="250" />Vorrei prendere spunto dall&#8217;omicidio a Firenze dei due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, da parte di un estremista di destra, per tentare un ragionamento puramente economico. Contro la pretesa razzista che l&#8217;immigrazione sia una congiura delle elite politiche ed economiche del nostro paese contro la massa degli italiani meno abbienti, che si vedono espropriati a un tempo della propria identità italiana e dalle risorse captate da questi indesiderati nuovi arrivati, vorrei piuttosto sostenere che il razzismo è per noi un pessimo affare.</p>
<p>Non solleverò la questione di quanto gli immigrati siano pienamente integrati nel tessuto economico del paese e contribuiscano a produrre ricchezza; dato per altro innegabile. Voglio piuttosto richiamare l&#8217;attenzione su quanto poco ci conviene essere percepiti all&#8217;estero come razzisti, cosa che da anni avviene in maniera crescente smentendo le virtù di tolleranza e accoglienza che un tempo ci venivano attribuite.</p>
<p>Occorre in primo luogo mettere in luce la particolare matrice della violenza omicida di Gianluca Casseri, ossia un razzismo senza sfumature, direttamente collegato a mitologie di superiorità della razza bianca e che, tra tutti i possibili bersagli, sceglie proprio quello più simbolicamente in contrasto sul dato del colore della pelle: l&#8217;africano subsahariano di pelle scura, o come lui li chiamava: i negri. Poco importa che probabilmente i senegalesi siano la comunità di immigrati che nel nostro paese meno ha fatto parlare di sé per attriti con le consuetudini locali o per aver alimentato una marginalità criminale.</p>
<p>Ipotizziamo ora che questo immaginario da Ku Klux Klan diventi un elemento dominante delle subculture del nostro paese, emergendo sempre più nella stampa italiana e internazionale come elemento caratteristico del nostro paese, così come i nomi di Heider e Fortuym hanno identificato per un periodo di tempo, anche all&#8217;estero, una certa Austria e una certa Olanda. E qui rivolgo un ammonimento a rigettare il messaggio consolatorio diffuso dai media il giorno successivo alla strage di Firenze secondo cui sui siti di estrema destra si inneggiava a Casseri come a un eroe. Io ho trovato un&#8217;inquietante frequenza di atteggiamenti complici e giustificazionisti tra i commentatori del blog del Fatto Quotidiano! Il razzismo è molto più diffuso di quanto ci piaccia ammettere.</p>
<p>Questa settimana Barbara Spinelli ha proposto su <em>Repubblica</em> una tesi sulla quale non mi trovo d’accordo. Secondo lei in questo momento le più forti spinte divergenti, in senso nazionalista e particolarista, nel progetto europeo non sono quelle provenienti da Berlino ma quelle provenienti da Parigi. Non so bene a cosa si riferisca, dato che la Francia non ha mai abbandonato la vecchia idea gollista di un’Europa della patrie, pienamente sovrane e pienamente concordi nel riconoscere il primato francese. Non c’è nulla negli atteggiamenti di Sarkozy o di Hollande che segni una novità rispetto a questa filosofia, e tutti i passi in avanti sulla via dell’integrazione europea si sono compiuti sul basso continuo di questa imperitura idea di <em>grandeur</em> della Francia.</p>
<p>Sarebbe semmai da chiedersi se non sia un po’ futile voler misurare il rispettivo tasso di europeismo di Francia e Germania dimenticando che nessuno dei due paesi in realtà lascia che il progetto europeo contrasti con una visione di interessi nazionali considerati assai più irrinunciabili di qualunque impegno verso i partner dell’UE o dell’Euro. La Francia si è gettata con entusiasmo nell’avventura libica per scalzare in nostri interessi in quel paese, e per farlo non ha esitato a rispolverare la politica delle cannoniere dei tempi d’oro dell’imperialismo europeo. La Germania considera l’UE e la moneta unica solo come una vantaggiosa e funzionale base commerciale per il suo espansionismo economico. Occorre essere degli illusi per credere che per i tedeschi i buoni rapporti con l’Italia possano prevalere – in nome dell’europeismo &#8212; sul loro partenariato strategico con la Russia in materia energetica, o con la joint-venture globale che stanno costruendo con la Cina.</p>
<p>Siamo noi italiani a credere che l’Europa sia il contenitore esaustivo del nostro destino e delle nostre vocazioni, e ciò con un’ingenuità piuttosto pericolosa. Questo dato è tanto più evidente quanto più si pone attenzione al carattere puramente declamatorio che il programma europeista presenta nei discorsi della nostra classe politica, poco consapevole di quanto queste idee suonino sempre più come vuota retorica nelle orecchie degli italiani.</p>
<p>Non sto proponendo con ciò un allentamento dell’impegno europeista dell’Italia, dico solo che al pari di Francia e Germania dovremmo definire le nostre politiche verso l’Europa <em>per deduzione</em> da una chiara messa a fuoco del nostro interesse nazionale. Che vi sia un interesse europeo nel quale gli interessi nazionali si dissolvono è pura illusione, basti esaminare con attenzione i valori portanti delle politiche di Francia e Germania fuori del prisma deformante dei brindisi ufficiali alla salute dell’Europa. Se l’Europa e la moneta unica sapranno costituirsi secondo una geometria rispettosa di queste diverse geopolitiche tanto meglio, altrimenti è meglio dare un taglio a tutto, perché l’alternativa sarebbe quella di un conglomerato di paesi che si dividono in padroni e subalterni (e anche così, di recente non ha funzionato troppo bene).</p>
<p>Certo, quando si parla dell’interesse nazionale italiano e delle sue vocazioni geopolitiche si tende a dimenticare che il nostro paese ha una fede europeista che molto deve alla necessità del “vincolo estero”, ossia che riusciamo a fare un minimo di ordine in casa nostra solo quando “ce lo chiede l’Europa”. Un paese che ha difficoltà di tenere i conti in equilibrio senza supervisione esterna, e che permette alla lobby dei tassisti e dei farmacisti di dettare le politiche economiche del commercio interno forse non può permettersi alcuna visione strategica del proprio interesse nazionale, e tantomeno di perseguirla con coerenza. Ma giacché per noi non è possibile alcun discorso sul futuro se non diamo per scontata una certa capacità di maturazione, considereremo come assioma la capacità dell’Italia di immaginare e dar forma alle politiche di cui abbiamo bisogno.</p>
<p>Penso che sia a tutti chiaro dov’è il fulcro degli interessi dell’Italia: è il Mediterraneo. Lo è perché è tutt’ora uno degli snodi commerciali a più alta densità del pianeta, ma soprattutto lo è per gli incoraggianti tassi di crescita sulla sponda sud e orientale del bacino. Il nostro interesse nazionale consiste nell’entrare profondamente in risonanza con tutti gli eventi che si verificano dalla Turchia al Marocco.</p>
<p>Non siamo certo i soli a pensarla così. La Francia si ricorda di essere paese mediterraneo ogni volta che perde punti nel gioco di rivalità che la oppone alla Germania, e cioè abbastanza spesso. La Spagna è attentissima a quanto accade in quest’area. La Turchia è senza questione l’astro nascente dell’area. E la Gran Bretagna, pur di avere entrature per la BP in Libia, si mostrò addirittura disposta a smantellare l’enorme impostura della strage di Lockerbie montata a suo tempo su istruzione degli USA.</p>
<p>Tra questi paesi vi sono possibili partner e inevitabili rivali. La Turchia, che non si dimentica il sostegno che le abbiamo offerto nell’iter della richiesta di ammissione all’UE, ci guarda ancora con occhio benigno anche ora che la sua economia ha ingranato la quarta senza l’UE. Inoltre, il suo passato ottomano è ancora fonte di diffidenza nell’area araba, e una solida partnership con l’Italia potrebbe essere molto utile alla sua immagine. La Spagna, se non tornerà un altro Aznar ansioso di avere uno sgabello al tavolo dell’imperialismo nord atlantico, comprende fin troppo bene la necessità che i paesi del sud dell’UE costruiscano un percorso comune.</p>
<p>La Francia e l’Inghilterra le abbiamo viste all’opera in Libia (teatro bellico nel quale siamo stati trascinati controvoglia). Non solo ci guardano dall’alto in basso (come uno scomodo intruso da espellere), ma non vogliono rinunciare a un’influenza su quei paesi basata su un controllo esterno di tipo neocoloniale. Ma in un’area resa inquieta anche da un desiderio di protagonismo costruttivo (emerso nella primavera araba) la nostra abilità nel soft power e la buona opinione di cui godiamo laggiù potrebbe mostrarsi uno strumento assai più penetrante dell’armamentario anglo-francese basato sull’ingerenza. A patto però, di non lasciarci incastrare nella restaurazione a regia saudita. E, soprattutto, a patto che una nostra sincera vocazione per la difesa dei diritti umani e della democrazia non divenga parte della strumentalizzazione volta a emarginare i soggetti geopoliticamente scomodi (dai movimenti islamisti, a Hetzoballah, a Hamas). Pensate cosa vorrebbe dire per le genti della sponda sud-sudest del Mediterraneo se l’Italia cominciasse a dire che le repressioni vanno condannate sia quando hanno luogo in Siria sia quando hanno luogo nel Bahrein. O se dicesse che i Fratelli Musulmani possono non essere il nostro candidato ideale in Egitto, ma che difenderemmo il loro diritto di governare se vincessero le elezioni, e che se vorranno avere buone relazioni con noi saremo partner corretti e leali. Sono affermazioni di franchezza democratica di cui l’occidente è estremamente avaro in quell’area, e che schiuderebbero innumerevoli porte a un partenariato italo-turco (e magari spagnolo). E non sto parlando solo delle porte dell’affare petrolifero, ma anche di quelle di un’economia regionale che comincia a muoversi a ritmi interessanti.</p>
<p>Potremmo sviluppare queste politiche come Italia, o come estrema propaggine mediterranea dell’Europa, non fa differenza (anche se la gelosa gestione in chiave unicamente nazionale da parte della Germania del gasdotto Nord Stream ci dice che l’area del Baltico è faccenda tedesca, e non europea). Ma la questione essenziale – e con questo ci ricolleghiamo al principio – e che la nostra intraprendenza mediterranea ha bisogno di un forte soft power che non può esistere in quell’area se aumenta la percezione del nostro paese come un paese razzista. Chi crede che mettere il gesto di Casseri in prospettiva con le politiche Mediterranee dell’Italia sia una forzatura rifletta a questo: siamo il paese europeo con le normative finanziarie più arretrate sul terreno della finanza islamica. Gli immigrati di religione musulmana che in Italia volessero acquistare sukuk (titoli di credito conformi alla Shariah) non potrebbero farlo perché si tratta di strumenti non regolamentati, mentre Londra è già la più grande piazza finanziaria del mondo in asset finanziari islamici.</p>
<p>Se sembra che la mancanza di una finanza islamica in Italia sia faccenda di poco conto, considerati i piccoli volumi di cui si discute, è perché si perde di vista il quadro più generale, e cioè che c’è una relazione crescente tra finanzia islamica e fondi sovrani mediorientali (nei quali transitano enormi quantità di petrodollari). Non possiamo dare un serio seguito alla nostra vocazione mediterranea se non facciamo cospicui investimenti infrastrutturali nel mezzogiorno d’Italia (senza dimenticare Genova e Trieste), che facciano di quell’area il principale hub logistico del Mediterraneo. I fondi sovrani mediorientali sarebbero probabilmente lieti di venire a far qui quegli investimenti se trovassero un clima culturale e normativo favorevole, che non crei attriti con il peso crescente che la finanza islamica va assumendo.</p>
<p>Aprirci alla finanza islamica, dunque. Ma cerchiamo di essere realisti. Un paio di anni fa in Francia la destra ha aperto le polemiche contro l’eccessiva presenza di gente di colore nella nazionale di calcio; c’è un limite alla concentrazione di melanina in qualunque team che abbia la pretesa di rappresentare la Francia nel mondo. Un brutto segno, di sicuro. Ma noi abbiamo Mario Balotelli che appena tocca la palla viene fischiato anche nelle partite di campionato. Riuscite a immaginare altri cinque o sei Balotelli nella nazionale di calcio italiana? Io no. Semmai qui abbiamo gli ultras che nei giorni feriali, lontano dalle scadenze del calendario della serie A vanno ad appiccare incendi nei campi Rom. Pensate che resistenze si attiverebbero in presenza di un testo di legge che regolamenti le attività di finanza islamica anche nel nostro paese, cancellando il ritardo che abbiamo con il resto delle legislazioni europee.</p>
<p>Non saprei dire quanto fosse razzista l’Italia ai tempi in cui l’ENI di Enrico Mattei siglava intese di enorme portata in tutto il Medioriente e nel terzo mondo; non mi illuderei troppo sulle benevole memorie tramandate attraverso le generazioni che ci disegnano come un popolo accogliente e tollerante. A quei tempi gli operai che dal sud si trasferivano al nord per lavoro trovavano a Torino cartelli con su scritto “Non si affitta ai meridionali”. Ma quelli non erano i tempi della comunicazione globale, e le elite illuminate – come di certo era Mattei – non avevano bisogno di essere in sintonia con i sentimenti profondi della nazione per andare a fare affari nel mondo. Oggi non è più così. La notizia della strage razzista di Firenze è stata subito oggetto di cronaca e approfondimenti nella stampa di tutta l’Africa, al nord e al sud. E’ un evento che lascerà una traccia. In un’epoca in cui le Pubbliche Relazioni sono diventate una scienza esatta non possiamo credere che il nostro biglietto da visita in quelle regioni non si sia macchiato.</p>
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		<title>Gli eurobond: test dell&#8217;arroganza tedesca</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 00:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>subecumene</dc:creator>
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		<category><![CDATA[speculazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora che è stato definito il profilo della manovra economica &#8212; con qualche iniezione di equità su Ici e pensioni &#8212; resta da vedere se essa avrà un effetto recessivo o meno sull&#8217;economia italiana del 2012. Ed è bene incrociare le dita che così non sia, perchè una recessione eroderà o addirittura annullerà i risparmi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3905&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che è stato definito il profilo della manovra economica &#8212; con qualche iniezione di equità su Ici e pensioni &#8212; resta da vedere se essa avrà un effetto recessivo o meno sull&#8217;economia italiana del 2012. Ed è bene incrociare le dita che così non sia, perchè una recessione eroderà o addirittura annullerà i risparmi fatti con la manovra attraverso minori entrate fiscali. Sacrifici al vento.</p>
<p>Senza alzare troppo la voce sarebbe dunque il momento di dirci tra noi che il dovere verso i mercati è stato compiuto, e che ulteriori sollecitazioni dall&#8217;esterno a &#8220;fare di più&#8221; saranno rispedite al mittente. Piuttosto, sarebbe il caso di cominciare a preparare la posizione del nostro paese sulla riforma dei trattati prevista per marzo. Finora siamo stati un terminale ricettivo di istruzioni decise fuori dal nostro territorio nazionale, ora è il momento anche di farci portatori di una politica propositiva.</p>
<p>Occorrerà, per iniziare, che la Germania accetti gli eurobond e superi le sue ritrosie in materia. Gli eurobond sono necessari perché i singoli paesi non potranno più essere messi sotto tiro dalla speculazione, come è successo all&#8217;Italia per ragioni che vanno anche oltre i suoi numerosi demeriti.</p>
<p>I tedeschi usano l&#8217;argomento un po&#8217; insultante secondo cui gli eurobond sono il primo passo verso la &#8220;transfer union&#8221;, ossia verso un&#8217;organizzazione dell&#8217;eurozona in cui i paesi più forti trasferiscono risorse ai paesi più deboli. In altre parole un assistenzialismo comunitario. L&#8217;argomento è insultante perché con gli eurobond si chiede alla Germania solo quello che si chiede a tutti gli altri paesi, e cioè offrire una garanzia collettiva. E quanti in Italia hanno parlato di eurobond hanno anche detto che i paesi che ne usufruiranno dovranno offrire dei collaterali, come riserve auree e beni demaniali.</p>
<p>Il mantenimento di una rigidità tedesca su questa materia &#8212; anche dopo l&#8217;unione fiscale &#8212; dovrebbe far suonare qualche campanello d&#8217;allarme nelle orecchie italiane sulle intenzioni di lungo periodo dei tedeschi circa la moneta unica: uno strumento da mantenere solo finché è funzionale all&#8217;espansionismo commerciale della Germania. A quel punto anche l&#8217;Italia dovrebbe ricordarsi di avere degli interessi commerciali.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/subecumene.wordpress.com/3905/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/subecumene.wordpress.com/3905/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/subecumene.wordpress.com/3905/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/subecumene.wordpress.com/3905/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/subecumene.wordpress.com/3905/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/subecumene.wordpress.com/3905/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/subecumene.wordpress.com/3905/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/subecumene.wordpress.com/3905/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/subecumene.wordpress.com/3905/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/subecumene.wordpress.com/3905/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/subecumene.wordpress.com/3905/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/subecumene.wordpress.com/3905/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/subecumene.wordpress.com/3905/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/subecumene.wordpress.com/3905/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3905&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le facili critiche al governo Monti</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 08:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>subecumene</dc:creator>
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		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[eurozona]]></category>
		<category><![CDATA[tecnocrati]]></category>

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		<description><![CDATA[Se non si era capito io sto dalla parte del governo dei tecnici. Le critiche che vengono mosse a esso sono di due tipi, quelle fondate ma ingenue, e quelle dozzinali ma ipocrite. Quelle fondate ma ingenue riguardano tutto quello che si può dire su una figura come Passera, o sulle reticenze del governo sulla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3902&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non si era capito io sto dalla parte del governo dei tecnici. Le critiche che vengono mosse a esso sono di due tipi, quelle fondate ma ingenue, e quelle dozzinali ma ipocrite.</p>
<p>Quelle fondate ma ingenue riguardano tutto quello che si può dire su una figura come Passera, o sulle reticenze del governo sulla patrimoniale, sul mercato delle frequenze o sull&#8217;Ici per gli enti ecclesiastici. Chi muove queste accuse sembra all&#8217;oscuro della vera natura del capitalismo italiano: chiuso, angusto, nelle mani di una oligarchia fatta di poche persone che occupano tutti i posti di potere in un intreccio che rende sistemico il conflitto di interessi. Inoltre è un governo che per sopravvivere non deve entrare in rotta di collisione con i berluscones. L&#8217;idea che da un capitalismo del genere &#8212; e dalla classe politica che si è sviluppata in simbiosi con esso &#8212; potesse venir fuori una vera tecnocrazia &#8220;super partes&#8221;, è per l&#8217;appunto, ingenua.</p>
<p>Le critiche dozzinali ma ipocrite sono quelle che presentano l&#8217;azione di questo governo come un bagno di sangue neoliberista che si abbatte sul nostro indifeso stato sociale. Come se il più rigoroso censore dei comportamenti che ora siamo chiamati a modificare non fosse la Germania. Una nazione cioè che al confronto col nostro cencioso welfare state ci fa la figura di uno stato socialista; come pure appaiono stati socialisti quelli della potenziale area del neuro, cioè dell&#8217;euro del nord, sempre più insofferenti verso la nostra incapacità di gestire le finanze pubbliche. La sfrontata e insolente richiesta che ci viene da questi stati è che cominciamo a rispettare le stesse regole di sana gestione alle quali loro si attengono (e con risultati migliori dei nostri). E questo sia detto per i beoti che chiamano l&#8217;attuale esecutivo &#8220;il governo della Goldman Sachs&#8221;.</p>
<p>Ma forse l&#8217;ipocrisia è un tratto che accomuna le due parrocchie. Entrambi ignorano o fanno finta di ignorare cosa significa presentarsi ogni settimana sui mercati per rinnovare quei titoli in scadenza che servono a pagare gli stipendi degli statali e a far funzionare i servizi, e farlo ogni volta nei panni di un timido scolaretto che si presenta agli esami. Bene o male, a questa situazione questo governo ci ha messo una pezza.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/subecumene.wordpress.com/3902/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/subecumene.wordpress.com/3902/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/subecumene.wordpress.com/3902/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/subecumene.wordpress.com/3902/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/subecumene.wordpress.com/3902/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/subecumene.wordpress.com/3902/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/subecumene.wordpress.com/3902/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/subecumene.wordpress.com/3902/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/subecumene.wordpress.com/3902/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/subecumene.wordpress.com/3902/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/subecumene.wordpress.com/3902/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/subecumene.wordpress.com/3902/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/subecumene.wordpress.com/3902/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/subecumene.wordpress.com/3902/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=subecumene.wordpress.com&amp;blog=7836157&amp;post=3902&amp;subd=subecumene&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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